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Indicazioni concrete ai professionisti della sicurezza per tradurre gli obblighi normativi in azioni efficaci di prevenzione. Un contributo di Antonella Barillà, socia Aifos, consulente e auditor di sistemi di gestione e Consigliera di Fiducia in contesti pubblici e privati
L’introduzione, ad opera della Legge 198/2025, del rischio molestie, violenze e discriminazioni nel perimetro del Documento di Valutazione dei Rischi rappresenta un passaggio di grande rilievo nel sistema prevenzionistico delineato dal D.Lgs. 81/08. Tuttavia, una lettura limitata alla sola dimensione valutativa rischia di non cogliere la natura profondamente organizzativa di tali rischi.
Il contributo propone una lettura integrata che affianca alla dimensione obbligatoria del DVR strumenti operativi derivanti dalla UNI/PdR 125:2022 e dalla ISO 30415, offrendo indicazioni concrete ai professionisti della sicurezza per tradurre gli obblighi normativi in azioni efficaci di prevenzione.
La recente introduzione della Legge 198/2025 segna un punto di svolta nel sistema della salute e sicurezza sul lavoro.
Per la prima volta, molestie, violenze e discriminazioni vengono esplicitamente ricondotte tra i rischi da valutare nell’ambito del DVR, in coerenza con quanto previsto dagli artt. 15 e 28 del D.Lgs. 81/08.
Questo passaggio produce due effetti principali:
Ne deriva una trasformazione culturale: la tutela della dignità della persona entra stabilmente nel sistema prevenzionistico.
Nonostante la portata innovativa della norma, una lettura esclusivamente centrata sul DVR presenta alcuni limiti.
Il DVR, per sua natura:
Tuttavia, nel caso di molestie e discriminazioni, il rischio non è riconducibile unicamente a condizioni oggettive, ma si genera all’interno di:
Limitarsi alla valutazione rischia quindi di produrre interventi tardivi o meramente formali.
In questo contesto, la UNI/PdR 125:2022 rappresenta un primo livello di strutturazione organizzativa.
Essa introduce:
La PdR 125 consente di:
Tuttavia, pur costituendo un elemento essenziale, essa opera prevalentemente sul piano gestionale e organizzativo e necessita di essere integrata con strumenti capaci di incidere più direttamente sui fattori di contesto.
Un ulteriore livello di evoluzione è rappresentato dalla ISO 30415.
Questa norma introduce strumenti fondamentali per intervenire sui fattori organizzativi che incidono sul benessere delle persone, tra cui:
Tali elementi risultano particolarmente rilevanti in quanto:
In questo senso, la norma non interviene solo sul rischio, ma sui presupposti che ne favoriscono l’insorgenza.
Alla luce delle considerazioni svolte, emerge la necessità di superare una visione frammentata degli strumenti disponibili.
È possibile delineare un modello integrato articolato su tre livelli:
Livello 1 – Obbligo normativo
Legge 198/2025
Valutazione del rischio nel DVR
Livello 2 – Sistema gestionale
UNI/PdR 125:2022
Governance e monitoraggio
Livello 3 – Prevenzione organizzativa
ISO 30415
Intervento sui fattori di rischio
Questo approccio consente di spostare l’attenzione:
Per i professionisti della sicurezza, l’integrazione del rischio molestie e discriminazioni nel DVR può tradursi in alcune azioni concrete:
In questo senso, il ruolo del RSPP evolve da valutatore del rischio a facilitatore di processi organizzativi di prevenzione.
L’evoluzione normativa in atto segna un passaggio decisivo: la sicurezza sul lavoro non può più essere considerata esclusivamente in termini tecnici, ma deve includere le dimensioni organizzative e relazionali.
La vera sfida per le organizzazioni – e per i professionisti della prevenzione – è quella di:
In questo scenario, il DVR rappresenta il punto di partenza, ma non il punto di arrivo.
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