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Da Lucio Fattori, Consigliere nazionale AiFOS, alcune indicazioni utili nella scelta delle diverse soluzioni proposte dai fornitori
Le scaffalature porta-pallet regolabili (APR) sono molto diffuse in diverse tipologie di aziende. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel 2023 ha pubblicato le “Linee guida per la progettazione, esecuzione, verifica e messa in sicurezza delle scaffalature metalliche”, introducendo indicazioni e novità nel panorama dei sistemi di stoccaggio. Tuttavia, esiste una certa confusione tra le prescrizioni delle Linee Guida e quelle della norma UNI EN 16681, poiché nessuno dei due documenti ha carattere cogente. Questo impone al datore di lavoro di prestare particolare attenzione nella scelta della soluzione che il fornitore propone, valutandone con attenzione la conformità ai requisiti di sicurezza e la coerenza con le normative di riferimento. In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza e fornire alcuni spunti di riflessione sul tema.
Le "Linee Guida per la Progettazione, esecuzione, verifica e messa in sicurezza delle scaffalature metalliche" pubblicate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici - Servizio Tecnico Centrale nel 2023 forniscono un inquadramento normativo e procedurale per la progettazione, il miglioramento e l'adeguamento delle scaffalature metalliche industriali in zona sismica. Esse identificano i riferimenti e i limiti normativi per la progettazione delle nuove scaffalature e offrono i primi elementi per la valutazione della vulnerabilità sismica delle scaffalature esistenti.
Il documento si applica alle scaffalature industriali porta-pallet del tipo "adjustable pallet racking systems" (o APR), secondo la definizione fornita dalla UNI EN 15878, realizzate con profili metallici e destinate allo stoccaggio di prodotti contenuti in pallet di dimensioni standardizzate. Non si applica ad altre tipologie di scaffalature metalliche (es. cantilever, a ripiani, compattabili, drive-in o drive-through), anche se, nei principi generali, fornisce utili riferimenti anche per queste.
La norma UNI EN 16681:2016 “Sistemi di stoccaggio statici di acciaio - Scaffalature porta-pallet - Principi per la progettazione sismica” specifica i requisiti di progettazione strutturale applicabili a tutti i sistemi di scaffalature porta- pallet costituiti da elementi di acciaio destinati allo stoccaggio di unità di carico e soggetti ad azioni sismiche. Sono esclusi altri tipi generici di strutture di stoccaggio.
Un aspetto critico emerso dopo la pubblicazione delle Linee Guida è stato la difficoltà di coordinare il loro contenuto con la norma UNI EN 16681 non solo per la progettazione, ma anche a livello commerciale. Infatti, la norma UNI EN 16681 fornisce criteri di progettazione per scaffalature metalliche in zona sismica, ma il suo recepimento e utilizzo pratico variano a seconda che vengano adottati alcuni parametri di calcolo standard oppure i parametri più restrittivi previsti dalle Linee Guida già citate. Inoltre, nessuno dei due documenti ha valore cogente, il che implica che la loro adozione dovrebbe dipendere dalle scelte consapevoli del committente e del progettista, mentre invece spesso l’acquisto viene fatto “a occhi chiusi” basandosi solo sulle indicazioni del fornitore, che commercializza il proprio prodotto definendolo, correttamente ed in entrambi i casi, “scaffalatura antisismica”.
Questa sovrapposizione normativa rischia di creare incertezze per i datori di lavoro, che potrebbero trovarsi di fronte a soluzioni proposte dai fornitori con costi e ingombri diversi e senza una chiara gerarchia normativa di riferimento. Diventa quindi essenziale che le aziende valutino attentamente le proposte ricevute, richiedendo documentazione dettagliata e verificando la coerenza dei calcoli strutturali con le normative tecniche applicabili.
Le Linee Guida stabiliscono che le scaffalature metalliche industriali in zona sismica devono essere progettate secondo criteri antisismici, facendo riferimento al D.M. 17/01/2018 e/o alla UNI EN 16681. Indipendentemente dalle cogenze di legge, il buon senso vorrebbe che in nessun caso dovrebbero essere oggi accettate nuove scaffalature senza una verifica preliminare rispetto alle azioni sismiche.
Le principali differenze che si possono segnalare, senza entrare nei tecnicismi e in valutazioni più di dettaglio, riguardano 1) la definizione della vita nominale, 2) l’espressione dei fattori di modificazione ED1, ED2 ed ED3 e 3) la scelta del fattore di comportamento q.
La vita nominale VN di un’opera è convenzionalmente definita (D.M. 17/01/2018 § 2.4.1) come il numero di anni nel quale è previsto che l’opera, purché soggetta alla necessaria manutenzione, mantenga specifici livelli prestazionali. La vita nominale serve, semplificando il concetto, per stabilire quale accelerazione sismica applicare al calcolo della nostra struttura. Maggiore vita nominale significa, a parità di sito e di condizioni al contorno, maggiore accelerazione sismica di input. La norma UNI EN 16681 prevede per gli scaffali convenzionali abbiano una vita nominale di 30 anni, che viene proposta in Italia a 35 anni per una limitazione già prevista dal D.M. 17/01/2018. Le Linee Guida prevedono invece una vita nominale minima di 50 anni.
In merito invece ai fattori di modificazione ED1, ED2 ed ED3 la norma UNI EN 16681 permette di adottare valori che riducono il peso dei carichi statici in caso di sisma, per considerare la modificazione dello spettro di risposta per l’effetto di smorzamento della struttura e della massa. Questi valori, che per la norma UNI EN possono valere anche 0,8 e quindi ridurre anche significativamente le azioni sismiche, per le Linee Guida valgono 1.
Infine, la norma UNI EN consente l’adozione di un fattore di comportamento per strutture poco dissipative q < 2, mentre le Linee Guida impongono q < 1,5.
Volendo sviluppare un semplice esempio di calcolo per la verifica di una scaffalatura situata in comune di Brescia (terreno di categoria C e amplificazione topografica T1), i valori dell’accelerazione sismica di progetto sarebbero così differenziati tra norma UNI EN 16681 (linea rossa) e le Linee Guida (linea verde).
Come si nota dal grafico, l’adozione della norma UNI EN per la verifica sismica delle scaffalature porta mediamente ad una stima dell’azione sismica inferiore circa del 35% rispetto alle Linee Guida. Se si considera inoltre che il carico sismico relativo alle unità di carico può essere ulteriormente ridotto nella norma UNI EN attraverso i fattori di modificazione, si ottiene che una scaffalatura conforme ai requisiti minimi della norma UNI EN 16681 abbia mediamente prestazioni sismiche all’incirca del 40-50% inferiori rispetto ad una scaffalatura conforme ai requisiti minimi delle Linee Guida.
Le Linee Guida CSLLPP rappresentano un riferimento di peso per la sicurezza delle scaffalature metalliche in zona sismica, ma la compresenza della norma UNI EN 16681 può generare incertezza nell’applicazione pratica. Poiché nessuno dei due documenti è cogente e i livelli di sicurezza e i costi delle due soluzioni possono essere significativamente diversi, i datori di lavoro devono prestare particolare attenzione nella scelta delle soluzioni proposte dai fornitori. Tra gli elementi di valutazione si dovrà porre attenzione alla rispondenza ai criteri di sicurezza, agli standard normativi applicabili e alla lungimiranza dell’investimento in vista, per esempio, di obblighi già presenti, come quelli assicurativi, o futuri, nel caso di conversione in legge degli adempimenti relativi alla progettazione sismica delle scaffalature.
AiFOS - Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro
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