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Diffusi da Inail i dati provvisori relativi ai primi sei mesi dell'anno. Aumentano gli infortuni, in particolare quelli in itinere, e perdura l'esplosione delle malattie professionali
Nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2026 si sono rilevate complessivamente 213.985 denunce di infortunio in occasione di lavoro, cioè il 4,7% in più rispetto al 2025. Crescono maggiormente le denunce dei lavoratori stranieri (+7,6%) rispetto a quelle degli italiani (+3,8%).
Anche rapportando i valori assoluti al numero di occupati Istat rilevato a giugno, si può apprezzare una tendenza al rialzo del 4,1%. Si passa, infatti, da 845 a 880 denunce di infortunio ogni centomila occupati Istat. In un orizzonte più ampio, tuttavia, si può apprezzare un miglioramento quasi del 10%: nel 2019 le denunce ogni 100mila occupati erano infatti 977.
Tornando al primo semestre dell'anno in corso, sono 342 le denunce di infortunio con esito mortale, 15 in meno rispetto alle 357 registrate nel periodo gennaio-giugno 2025, 4 in più rispetto al 2019.
Continua a destare preoccupazione la crescita degli infortuni in itinere che perdura ormai da prima dell'epidemia di Covid-19: sono 49.166 quelle protocollate da Inail entro il mese di giugno 2026, con incrementi dell'8,8% rispetto al 2025 e al 2024 e di un più modesto 5,9% sul 2019. L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 17,0% del 2019 al 18,7% del 2026 (è stata del 18,1% nel 2025).
Passando alle denunce di malattie professionali (59.480 quelle protocollate nel primo semestre dell'anno), prosegue l'ormai annosa esplosione: l'incremento rispetto al 2025 è del 16,7%. Anche in questo caso, l'aumento è trainato dai lavoratori stranieri che registrano un +20,1%.
Per entrare maggiormente nel dettaglio delle statistiche è possibile consultare il secondo bollettino trimestrale del 2026 sul sito Inail.
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